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Europa e sostenibilità: il ruolo della finanza sostenibile

Il GREEN Lease sta prendendo forma grazie al ruolo che gli è stato riconosciuto dall'Europa per lo sviluppo economico sostenibile. I modelli imprenditoriali possono avvalersi del 'product as a service' per integrare le proprie attività nell’economia circolare.

Nel 2015, i leader mondiali adottano l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per partecipare al raggiungimento dei 17 obiettivi (SDG – Sustainable development goals) che portano ad uno sviluppo sostenibile. Tali obiettivi tengono conto degli elementi economici, sociali e ambientali per ottenere uno sviluppo in grado di garantire le risorse necessarie per soddisfare i bisogni delle generazioni future. Con l’emergenza Covid-19 , le Nazioni Unite hanno confermato la necessità di uno sviluppo sostenibile.

In un’ottica di sostenibilità, l’Europa sta promuovendo la convergenza tra i paesi dell’UE. L’impegno dell’Europa in tal senso è un processo che nasce con l’accordo di Parigi del 2016, dove si stabilisce concretamente come mitigare i cambiamenti climatici e i relativi effetti negativi. In particolare, gli stati membri che hanno ratificato l’accordo si pongono alcuni obiettivi:

  • ridurre le emissioni e limitare l’aumento della temperatura mondiale a 1,5°C (invece dei 2° attesi);
  • adeguare le proprie città, regioni ed enti locali ai cambiamenti climatici sostenendo, allo stesso tempo, i paesi in via di sviluppo;
  • gestire, al meglio, i rischi di perdite e danni derivanti dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

Sempre in tale contesto è stata riconosciuta la necessità di rendere disponibili le risorse finanziarie per sostenere le azioni previste nell’accordo.

L’Europa ha destinato il 20% dell’intero bilancio tra il 2014 e il 2020 per le azioni connesse al clima e, nonostante l’emergenza covid-19, si prevede che tale destinazione sia considerata sempre di massima importanza, poiché si ritiene la sostenibilità un elemento necessario per il rilancio dell’economia.

La strategia europea, infatti, continua a considerare prioritaria la necessità di diventare il primo continente neutral climate change e intende dare impulso all’economia con azioni che prevedono tecnologie verdi, industrie e trasporti sostenibili e la riduzione dell’inquinamento. Tali azioni sono contenute nel Green deal, una sorta di tabella di marcia per trasformare le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità per i tutti i settori nell’ambito europeo.

La transizione ad un’economia europea a impatto climatico zero dovrà comunque essere equa e inclusiva per tutti, quindi necessita di strumenti di finanziamento e investimenti specifici, nasce così l’esigenza di regolare gli investimenti privati attraverso la creazione di una finanza sostenibile, che agisce in modo complementare rispetto ai finanziamenti pubblici programmati nel meccanismo per una transizione giusta, che prevede di mobilitare 100 mld di euro per il periodo 2021-2027 con un nuovo fondo per una transizione giusta, InvestEU  e il contributo della BEI.

Il framework legislativo di supporto alla finanza sostenibile è il risultato di una pianificazione che coinvolge i soggetti del settore finanziario (le autorità di vigilanza, gli operatori, le imprese, le associazioni e i cittadini) in un’intensa attività di consultazione dei documenti della Commissione, del Consiglio, del gruppo di esperti tecnici – TEG e il FISMA.

Tra questi documenti troviamo azioni che esortano le banche e gli intermediari finanziari a sostenere investimenti sostenibili, richiedendo anche un’informativa attenta e trasparente a dimostrare l’effettiva partecipazione al raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Europa e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il risultato di tale partecipazione dovrebbe concretizzarsi in comportamenti che porteranno ad un incremento dell’incidenza dei prestiti e degli investimenti in attività sostenibili, come definite dalla Tassonomia e relativa regolamentazione, sul totale delle attività, creando un circolo virtuoso in cui la produzione stessa tende al limite di abbandono delle attività non sostenibili (le così dette attività brown) a beneficio delle attività green. Le attività sono considerate sostenibili quando

  • partecipano alla mitigazione delle emissioni,
  • consentono l’adeguamento ai cambiamenti climatici e
  • non sono contrarie agli obiettivi climatici europei.

Perché questo processo di evoluzione del sistema finanziario interessa gli imprenditori? Perché si vuole cambiare il modo in cui si consuma e si produce.  Di fatto, l’imprenditoria è mobilitata dalla Commissione attraverso una strategia industriale per un’Europa competitiva a livello mondiale, verde e digitale al fine di ottenere un’economia pulita e circolare, che consenta di avere prodotti riutilizzabili, durevoli e riparabili.

Il Green Deal, in tale contesto, sottolinea la rilevanza del Lease come strumento Green che consente di agevolare il processo di innovazione dei modelli imprenditoriali e che sempre più devono privilegiare le attività sostenibili e, quindi, strategiche al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.

Questa specifica attenzione al noleggio da parte della Commissione rinforza il concetto “product as a service”, il cui veicolo principale è il leasing che sempre più può contribuire alla circolarità e sostenibilità delle attività dei settori strategici (ad esempio: l’elettromedicale, l’agroalimentare , mobilità, costruzione, energia, …).

Il regolatore sta creando le migliori condizioni per favorire gli strumenti finanziari sostenibili a sostegno delle attività imprenditoriali e le stesse società di leasing dedicano sempre più attenzione alla sostenibilità delle attività finanziate (Assilea, 2020)

[Fonte: Assilea]

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