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Appuntamento con il futuro

La ripresa post COVID19 può passare dal leasing? E la conversione energetica? Con la giusta sinergia tra le parti, noi crediamo di sì.

L’epidemia ha bloccato la produzione e i consumi, con settori crollati fino al 50%. L’automotive è senza dubbio tra quelli più colpiti, incassando un duro -46%, che si aggiunge all’arresto registrato nel 2019: parliamo di un settore che rappresenta da solo il 5,65% del PIL italiano e che conta il 7% dell’occupazione dell’intero settore manifatturiero. Considerando l’indotto, i dati riportati arrivano a triplicarsi.
Per contro, Il settore dei trasporti è responsabile del 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa, di cui il 72% viene prodotto dal solo trasporto stradale.

Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente

 

I brand premium hanno saputo gestire la crisi leggermente meglio: chi si rivolge alla fascia alta del mercato ha comunque portato a termine la scelta dopo il lockdown, ma chi aveva disponibilità economiche più limitate ha rinviato le scelte di acquisto. D’altro canto, i marchi che hanno registrato perdite più contenute sono quelli che hanno puntato in maniera particolare su motori elettrici. Emblematico il dato di Tesla che ha registrato una crescita del 9,87%.

Siamo di fronte a un bivio. Possiamo riprendere dal punto in cui ci siamo fermati a marzo perseverando nel difendere un sistema non più sostenibile o sviluppare nuovi metodi e processi produttivi, che accolgano la grande sfida di questo secolo: il cambiamento climatico.
Il mondo è proiettato sulla seconda strada: a confermarlo è l’approvazione del Green New Deal a Bruxelles, che vede come obiettivo primario l’azzeramento delle emissioni entro il 2050.
Con l’obiettivo, attraverso un forte sistema di incentivi, sgravi fiscali e di collaborazione tra le parti, di creare nuovi meccanismi per rilanciare l’economia e contemporaneamente convertirla da un modello lineare ad uno circolare.
Intendendo per economia circolare, come riportato dal sito del Parlamento Europeo, un modello di produzione e consumo che implica l’estensione del ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. I materiali vengono reintrodotti nel ciclo economico, generando ulteriore valore.

Fonte: www.europarl.europa.eu

In questo scenario il leasing auto può costituire il motore propulsivo della ripresa delle aziende indicato nel Green New Deal, ad alcune condizioni:

  • le case automobilistiche devono aumentare la produzione di auto elettriche e ibride forzando l’offerta, incentivandone la vendita con promozioni e sconti;
  • le banche, le società di leasing e di noleggo a lungo termine devono stimolare la domanda assecondando l’offerta delle case automobilistiche, ideando e promuovendo leasing green specificatamente pensati per questa categoria di vetture;
  • l’erogazione di bonus, incentivi, sgravi fiscali già in atto da parte delle istituzioni governative deve dare slancio ulteriore alla domanda di auto ecologiche e favorire la ricerca di nuove tecnologie per accelerare la conversione energetica dell’intero settore automotive;
  • gli attori di cui sopra dovranno invertire la tendenza registrata nei primi mesi dell’anno, permettendo l’ammodernamento del parco auto di privati e imprese che non rientrano nel target dei premium brands.

Gli incentivi statali che entreranno in vigore dal 1° agosto sembrano già seguire questo schema. È stato deciso infatti di erogare contributi fino a € 10.000,00 per chi sceglie di acquistare auto a basso consumo e che rottamano il vecchio.
“È una prima boccata d’ossigeno per il settore, ma non può essere considerata esaustiva” ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto. I provvedimenti varati sono considerati come un ottimo punto di partenza ma ancora insufficienti. La Francia, ad esempio, ha varato un piano di 8 miliardi di euro per il settore automotive. È la via principale per non finire fanalino di coda in Europa, concedendo un occhio di riguardo al settore dei veicoli commerciali leggeri e pesanti, al momento non inclusi.

Nonostante il potenziale riconosciuto da tutti, le auto elettriche non sono ancora percepite come del tutto affidabili da una vasta fetta di mercato. Si valuta l’autonomia chilometrica ancora insufficiente, così come il numero di punti di ricarica presenti sul territorio (le cosiddette torrette). In più, nonostante l’ecobonus, l’elettrico non rimane competitivo neanche se comparato solamente all’ibrido, perdendo ulteriore terreno rispetto ai modelli analoghi con alimentazione diesel e benzina.
Per quanto le prospettive siano buone, ci sono diversi elementi da potenziare. Il Recovery Fund non può far altro che avere effetti positivi su tutti i settori, se saranno allocate adeguatamente le risorse e snellita la burocrazia per l’erogazione.

Abbiamo un treno di sola andata per il futuro. Adesso o mai più.

Fonti:
https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20151201STO05603/economia-circolare-definizione-importanza-e-vantaggi#:~:text=L'economia%20circolare%20%C3%A8%20un,il%20pi%C3%B9%20a%20lungo%20possibile.) 
https://circulareconomynetwork.it/wp-content/uploads/2019/02/Rapporto-sulleconomia-circolare-in-Italia-2019.pdf 
https://www.dealerlink.it/mercato-auto-andamento-case-auto-primo-semestre-2020/ 
https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20190313STO31218/emissioni-di-co2-delle-auto-i-numeri-e-i-dati-infografica 
http://www.msn.com/it-it/notizie/italia/recovery-fund-passa-la-linea-michel-approvato-pacchetto-da-750-miliardi-conte-soddisfatto/ar-BB16ZwxG?ocid=ientp 
https://www.plastix.it/bilancio-a-4-ruote-automotive-italiana-sotto-la-lente/ 

 

[Fonte: Banca Privata Leasing]

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